Come interpretare una offerta per un test di pulizia secondo ISO 16232

Prendo spunto da una richiesta di offerta inviata al laboratorio nei giorni scorsi per parlarti di come si deve interpretare una offerta per i test di pulizia secondo ISO 16232.

Come puoi vedere, il cliente chiede un’offerta generica per un test di pulizia, dichiarando come norma di riferimento la ISO 16232 e in allegato fornisce, oltre al disegno tecnico del particolare sul quale deve eseguire il test, i criteri di accettabilità  definiti dalla casa costruttrice.

In questo caso l’azienda, il cui responsabile della qualità ha richiesto l’offerta, si occupa di meccanica di precisione e produce componenti per l’industria automobilistica. Lo standard di riferimento che dà le indicazioni su come interpretare i risultati del test di contaminazione e capire se il test è conforme o no, è la norma MSJ1-7060-A della Mitsubishi.

La specifica tecnica MSJ1-7060-A è applicabile ai componenti che fanno fanno parte del sistema idraulico, pneumatico, di lubrificazione e impianto fuel delle autovetture Mitsubishi. Lo scopo della norma è quello di definire i criteri di pulizia di tali componenti, definendo il peso e la dimensione massima ammessa delle particelle e dei residui di lavorazione depositati sulla superficie degli stessi. La norma dà anche indicazioni generiche su come eseguire il test di pulizia e infatti il cliente fa riferimento alla norma internazionale che definisce il metodo di prova: la ISO 16232.

Naturalmente il cliente che si rivolge al laboratorio per chiedere un’offerta per test di pulizia non è detto che abbia competenze specifiche su questo tipo di test e quindi ha fornito correttamente tutto ciò che era in suo possesso:

  • il disegno tecnico del componente da sottoporre a test di pulizia
  • la specifica della Mitsubishi MSJ1-7060-A con i criteri di accettabilità
  • il riferimento allo standard internazionale ISO 16232 per il cleanliness test

Ora inizia il bello.

COSA SUCCEDE IN LABORATORIO QUANDO MANDI UNA RICHIESTA DI OFFERTA PER TEST DI PULIZIA

Quando in laboratorio mandi una richiesta per test di pulizia ti puoi trovare di fronte a diversi scenari, da chi non risponde alla tua email prima di 5 o 6 giorni e solo dopo che li hai sollecitati, a chi ignora del tutto la tua richiesta perché non esegue quel test e non ha neanche la cortesia di avvisarti.

Poi c’è chi ti risponde entro 1  giorno, qualche ora, o subito, magari nel giro di pochi minuti, caso raro, ma esiste.

Ora non voglio soffermarmi sui tempi di reazione dei laboratori di prova, spesso chi è preposto a fare le offerte non ha nessuna competenza tecnica e deve sempre aspettare il parere di qualcuno più esperto di lui prima di mandarti un preventivo di spesa.

Sembra strano che ci siano ancora laboratori che non hanno personale in grado di darti le informazioni di cui hai bisogno e emettere una offerta autonomamente, ma è la diretta conseguenza del fatto di non essere specializzati, di fare un po’ di tutto per tutti, e quindi avere personale che non ha competenze specifiche per tipologie di prove e quindi non è in grado di rispondere prontamente alle problematiche del settore specifico.

C’è sempre bisogno di un consulto, che a te fa perdere tempo.

E’ un po’ come quando vai dal medico della mutua e non sa dirti esattamente quale sia la tua problematica relativa al dolore al ginocchio che senti da un po’ di tempo e ti manda a fare una visita specialistica dall’ortopedico, quello famoso in città che magari cura anche le ginocchia dei calciatori o di qualche sportivo famoso.

Se fossi andato subito dall’ortopedico non avresti perso tanto tempo.

Così come se ti rivolgi al laboratorio specializzato nei test di pulizia dei componenti, tutto il personale ha competenze specifiche e non tratta il tuo caso come una richiesta strana e rara.

Quindi, dicevamo, ignoriamo chi non ti risponde proprio e ignoriamo anche i tempi di risposta e andiamo ad analizzare il tipo di risposta che puoi avere quando chiedi una offerta per un test di pulizia.

  • RISPOSTA 1 ALLA RICHIESTA DI OFFERTA PER TEST DI PULIZIA: OFFERTA SBAGLIATA DIFFICILE DA INTERPRETARE PER TE CON ELEVATI MARGINI DI ERRORE

L’addetto che riceve la richiesta di offerta non ha tutti gli elementi per interpretare la tua richiesta e inizia una conversazione via email con te, facendoti domande tipo:

  • vi serve anche la declining curve?
  • dobbiamo dichiarare il valore del bianco?
  • avete necessità di una analisi qualitativa con il SEM EDS?

Naturalmente di fronte a questo tipo di domande, se è la prima volta che richiedi un test di pulizia, non hai idea di cosa rispondere.

Non mi stupirei se tu rispondessi:

Purtroppo devo riconoscere che non sono informato su questo tipo di prove.

Stiamo semplicemente richiedendo quello che il nostro cliente ci ha richiesto, pertanto tutte le informazione che posso dare sono quelle che ho allegato nella prima e-mail.

Quindi sono sicuro che su questi particolari non abbiamo eseguito nessuna prova di questo genere

Attenzione, anche io avrei risposto nello stesso modo.

Il problema è che in questo modo tu potresti ricevere una offerta in cui ti viene proposta la declining curve e una offerta in cui la declining curve non c’è, e a parte la differenza di costo, non sapresti assolutamente quale offerta scegliere e perché.

Intanto se non sai cosa è la declining curve nei test di contaminazione su componenti è normale. In poche parole la declining curve è il metodo che permette di validare il metodo di estrazione del particolato e deve essere fatto una tantum la prima volta che si applica un certo lavaggio su dei componenti.

Spesso quando viene richiesta una prova di pulizia il laboratorio non la propone neanche la declining curve, perché chiaramente ha un costo, e non vuole uscire con una offerta più alta rispetto alla concorrenza.

Il problema è che il laboratorio in questo caso non mette neanche in guardia sui rischi che si corrono a fare un test dove il metodo di lavaggio non è stato certificato come valido da nessuno.

Si potrebbero ottenere risultati errati. E un po’ come fare delle misure con uno strumento non tarato: forse misura bene, forse misura male, la taratura costa e io non la propongo neanche.

L’unico caso in cui la declining curve non deve essere richiesta è il caso in cui sia già stata fatta precedentemente su campioni simili e si mantiene lo stesso tipo di lavaggio/metodo di estrazione.

Ora immaginiamo che la prova di pulizia costi 10 euro. E che la declining curve costi 50 euro. I valori sono esemplificativi e non corrispondono ai reali costi.

E immaginiamo che il laboratorio A abbia ignorato completamente di chiederti se avevi già validato il metodo e per non farti spendere troppo ti mandi il preventivo solo con il costo della prova di pulizia, quindi per un totale di 10 euro.

Il laboratorio B invece, darà per scontato che il metodo non sia validato e ti manderà il preventivo con il costo della prova (10 euro) comprensivo del costo della declining curve (50 euro), per un totale di 60 euro.

Tu confronterai 10 euro con 60 euro e non avrai elementi per interpretare l’offerta che ti è stata mandata, se non il semplice dato numerico, ma è come confrontare mele con le pere.

Correrai in entrambi i casi dei rischi:

  • fare una prova non sicura e sbagliata, in cui un metodo di estrazione troppo blando o troppo aggressivo non dà la misura delle reali quantità e dimensioni dei residui presenti in superficie
  • spendere inutilmente i 50 euro per una cosa di cui non avevi bisogno, perché il metodo era già stato validato e poteva essere agevolmente dichiarato al laboratorio che poteva ripeterlo per la campionatura in esame.
  • TIPO DI RISPOSTA 2 ALLA RICHIESTA DI OFFERTA PER TEST DI PULIZIA: OFFERTA GIUSTA CON TUTTI GLI ELEMENTI PER INTERPRETARLA NEL MODO CORRETTO E SICURO

La risposta giusta alla tua richiesta di offerta non è un’offerta.

La risposta giusta alla tua richiesta di offerta è un colloquio con personale esperto che ti fa delle domande specifiche sulle tue necessità, ma non parte dal presupposto che tu sappia tutto, ma dà per scontato che tu abbia bisogno di un supporto specialistico per farti spendere bene i tuoi soldi e darti la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Tu non lo sai se hai bisogno o no della declining curve, se hai bisogno del valore del bianco o se il test richiede anche una valutazione qualitativa delle particelle mediante SEM EDS.

Sono tutte risposte che deve darti il laboratorio, dopo aver parlato con te.

Sì, perché il laboratorio prove non è un “preventificio”, che emette offerte senza sapere perché queste offerte sono state richieste e qual è lo scopo.

Il laboratorio prove è quel posto dove personale tecnico specializzato nella tipologie di prove che ti servono e nelle problematiche del tuo settore specifico, è in grado di consigliarti e di spiegarti quale è la soluzione più adatta per avere i risultati che il tuo cliente ti ha richiesto, senza rischiare di spendere troppo o di non fare le prove correttamente, con la conseguenza di dover ripetere o tutto, o peggio ancora di fare brutta figura col cliente, magari proprio in fase di prototipazione.

PuliKom nasce per fornirti i risultati dei test di pulizia sulla tua scrivania in 24 ore.

Ma soprattutto si differenzia dai laboratori generalisti che fanno tutto per tutti, per il supporto specifico ed esclusivo che ti dà

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Spero di incontrarti presto.

Elisabetta Ruffino

2019-06-20T13:02:35+02:00