Criteri di accettabilità per la prova di pulizia tecnica di un componente

La prova di pulizia tecnica si fa per capire se un componente supera gli standard di pulizia e i criteri di accettabilità imposti dai capitolati del cliente ed evitare che il componente una volta montato non funzioni come dovrebbe a causa dell’accumulo di impurità sulle sue superfici.

pulikom

Solitamente sul disegno tecnico dei componenti oltre a tutte le caratteristiche tecniche, quali dimensioni, materiali, lavorazioni, sono riportati i valori riferiti ai criteri di accettabilità del livello di pulizia.

Per fare un esempio, si potrà trovare il valore espresso in milligrammi del peso del contaminante estratto, la dimensione della particella massima ammessa, il limite delle dimensioni e delle quantità di particelle che si posso trovare nel particolato.

Definizione dei criteri di accettabilità da parte del costruttore

Questi valori, i criteri di accettabilità,  sono definiti dal costruttore di automobili o di prodotti medicali, elettronici, delle macchine agricole e del movimento terra, in base all’uso che verrà fatto del componente, in quale posizione verrà montato, per esempio nel circuito a iniezione del motore, e alle prestazioni che un livello di pulizia non adatto può compromettere.

Su un’automobile è fondamentale che siano puliti i componenti che fanno parte della trasmissione, dell’impianto di climatizzazione, impianto di scarico, impianto dei freni, impianto di raffreddamento, impianto di aspirazione, il già ricordato impianto di iniezione, per non dimenticare il circuito di lubrificazione e le centraline elettroniche.

In tutti questi casi le impurità che derivano dalle lavorazioni dei componenti, dal design stesso, dal montaggio, nonché la contaminazione derivante dalle condizioni di manipolazione, movimentazione e imballaggio, possono compromettere la buona funzionalità dell’organo di cui fanno parte i componenti.

Tipologia di componenti su cui fare la prova di pulizia

La tipologia di componenti su cui si può fare la prova di pulizia diventano quindi un gran numero.

Mantenendo l’esempio di un’automobile, i car makers potranno richiedere standard specifici di pulizia per le coppe olio, le guarnizioni della testa e dei cilindri, il radiatore olio, gli o ring della testa e del basamento, l’albero motore, l’albero della distribuzione, le bielle, i getti di raffreddamento olio, la pompa di benzina e quella olio, le cartucce filtro olio, le elettrovalvole.

E per ognuno di questi componenti sarà definito il residuo ponderale massimo ammesso espresso in milligrammi e la dimensione massima in micron, che sono appunto i criteri di accettabilità.

Una nota casa automobilistica costruttrice di bolidi ad altissime prestazioni per esempio per l’albero motore accetta un peso massimo del residuo di 5 mg e le particelle non possono essere di dimensioni maggiori di 300 micron. Esclude poi in maniera assoluta qualsiasi tipo di particella dura di tipo corindone superiore agli 80 micron.

Non conformità sui test di contaminazione

Una non conformità sui test di contaminazione, quindi il non rispetto dei criteri di accettabilità, può rappresentare un vero problema.

In particolare, componenti sporchi possono creare problematiche di scorrimento in caso di accumulo di particelle sulle superfici di turbocompressori, cuscinetti della trasmissione, pompe e canne dei cilindri.

Così come una gran quantità di particolato, fuori dai limiti previsti dal costruttore può bloccare le valvole di ABS, impianti idraulici, pompe, servofreno, impianti di alimentazione.

E’ inoltre importante la pulizia per evitare corto circuiti nelle centraline elettroniche e scongiurare l’occlusione di orifizi e filtri di iniettori, tubazioni del carburante, sistemi idraulici.

Fasi del processo di pulizia tecnica

In PuliKom siamo soliti suddividere le fasi del processo di misura della pulizia tecnica in 3 fasi ben distinte:

Il prima che prevede

  • campionamento
  • accettazione dei componenti da testare
  • scelta del metodo di lavaggio e misurazione

il durante che si sviluppa in

  • determinazione del valore del bianco
  • estrazione del particoalto
  • filtrazione, essiccazione e raffreddamento delle membrane
  • determinazione gravimetrica, analisi delle membrane

il dopo la prova vera e propria in cui si procede con

  • emissione del rapporto di prova
  • valutazione del rispetto dei criteri di accettabilità

Per quest’ultima fase, non esiste una norma internazionale che definisce i criteri di accettabilità di un componente e come interpretare i risultati del test di contaminazione. 

Esistono solo i limiti imposti dalle case automobilistiche, o in generale dai committenti, e vengono riportati sul disegno tecnico a su capitolati proprietari dei committenti stessi.

Infatti le norme che regolano il cleanliness test, non definiscono i requisiti di pulizia dei campioni che vengono testati, ma solo la modalità operativa.

La norma ISO 16232

Quindi per il durante ci si può riferire a norme quali la ISO 16232 che definisce tipologie di lavaggio, modalità di estrazione del contaminante, tipologie di filtraggio, e procedure per l’analisi delle membrane, che possono spaziare dalla semplice analisi gravimetrica al conteggio e qualificazione delle particelle, con microscopio ottico e microscopio elettronico SEM EDS.

Il microscopio ottico ad assi motorizzati, provvisto di software per il conteggio e la misurazione delle particelle, permette di avere un dato preciso su quante particelle e di quali dimensioni si compone il residuo depositato sulla membrana.

Il microscopio elettronico SEM EDS dà la possibilità di eseguire anche un’analisi qualitativa delle particelle e di determinare quindi di quale materiale sono fatte.

Nel caso del capitolato preso ad esempio prima, l’assenza di particelle di tipo corindone può essere determinata solo mediante microscopio elettronico a scansione dotato di microsonda EDS che è in grado di eseguire l’analisi chimica localizzata di singole particelle.

La Guida VDA 19

La VDA 19, la guida redatta dall’associazione tedesca dei costruttori di auto, considerata un po’ la bibbia del cleanliness test, dà informazioni su come si esegue il cleanliness test a partire dalla manipolazione dei campioni all’espressione dei risultati, ma non dà nessuna indicazione su come valutare la conformità dei componenti testati.

Questi limiti come abbiamo già visto, sono definiti per ogni tipologia di campione sui disegni tecnici e sulle schede prodotto.

Ma nel caso tu non avessi una specifica di limiti di accettabilità e volessi crearti un tuo valore di riferimento?

In questo caso i tecnici PuliKom, esperti in prove di pulizia, in sole 24 ore potrebbero procedere per confronto tra particolari campionati da lotti diversi di produzione, darti il valore del particolato trovato e aiutarti a definire  il valore accettabile per l’uso che i particolari sono destinati ad avere. Sarebbe compito tuo in questo caso definire la destinazione d’uso del componente testato e fare dei test al banco per vedere le conseguenze che un dato livello di pulizia ha sulle performance dell’impianto completo.

La Garanzia PuliKom

La Garanzia PuliKom “Risultati della prova di pulizia sulla tua scrivania in 24 ore, o è gratis”, è di estremo aiuto quando si deve sapere se i componenti superano o no il test di contaminazione.

Infatti puoi procedere con le tue valutazioni senza perdere tempo, evitando di bloccare la consegna dei componenti al cliente, intercettare subito eventuali non conformità, modificare le modalità di produzione, stoccaggio, manipolazione e delivery in caso di particolari troppo sporchi.

La Testimonianza di Fulvio Albertin

Fulvio Albertin, titolare di Spinotterie Piemontesi, specializzato nella produzione di piccole serie di spinotti motore, grazie alla consegna dei report in 24 ore ha potuto aggredire un mercato di nicchia come quello del racing, perché può modificare i suoi prodotti in tempo reale, cioè tra una gara e l’altra.

Ecco cosa dice il produttore di spinotti:


“Nel settore automotive è fondamentale monitorare la qualità delle lavorazioni e dei materiali in tempi molto brevi. Noi riusciamo all’interno della nostra azienda ad avere uno screening su quello che produciamo, ma quando abbiamo l’esigenza di avere un parere terzo ci appoggiamo a PuliKom.

Considerate che il fatto che ci rispondano in un giorno solo vuol dire aspettare solo 4 o 5 ore prima di mettere in produzione, mentre altrove purtroppo ci facevano aspettare anche 2 mesi, diventa difficile comunque organizzare una produzione, dover aspettare un ok oppure un non ok, per cui dover ripristinare il processo rifare i particolari, cioè la velocità su questo tipo di prodotto è fondamentale.

Questo tipo di supporto in massimo 24 ore ci ha resi competitivi soprattutto per quanto riguarda il racing.

Il racing punta tutto sulla risposta veloce a delle problematiche che si sono verificate in gara, per cui quando noi abbiamo un ritorno di una problematica in gara noi dobbiamo già rispondere con il prodotto migliorato, quindi la gara è dopo 10 giorni, il tempo di fare il prodotto dobbiamo già darglielo migliore di quello che gli abbiamo dato nella fornitura precedente.”

Come hai potuto vedere nel video, Fulvio Albertin è riuscito ad aggredire una nicchia di mercato anche grazie al vantaggio che gli dà ricevere in 24 ore i risultati delle prove di laboratorio.

E tu, sei in grado di garantire ai tuoi committenti la qualità e la conformità al test di contaminazione e di pulizia dei tuoi componenti secondo i criteri di accettabilità prescritti?

Se vuoi saperlo in 24 ore, chiama lo 011 93 70 516 e prenota le tue analisi PuliKom prima che un tuo concorrente più veloce si aggiudichi la tua fetta di mercato.

Report sulla tua scrivania in 24 ore e senza errori, o è gratis.

Elisabetta Ruffino

2019-06-20T13:04:34+02:00