Cos’è la declining curve nei test di contaminazione su componenti

Non mi stancherò mai di dire che i test di contaminazione sui componenti non si possono improvvisare.

Sempre più spesso sento di aziende specializzate nella produzione di componenti industriali che eseguono internamente i test di contaminazione, senza avere la strumentazione, il personale e il know how necessari per eseguire le prove di pulizia tecnica e industriale.

E soprattutto non si preoccupano dei grossolani errori nei quali incappano sempre più spesso.

E dei rischi che corrono a non affidarsi ad un laboratorio accreditato per i test di contaminazione industriale su componenti secondo ISO 16232.

Qualche giorno fa è capitato un cliente in laboratorio estremamente preoccupato: aveva eseguito internamente dei test di contaminazione e il suo cliente, una grossa casa automobilistica, gli contestava i risultati.

E il contenzioso poteva mettere a rischio l’intera commessa.

Come nostro solito in PuliKom, ci siamo fatti dare tutte le informazioni del caso, compresi disegni tecnici e specifiche di pulizia tecnica.

Dall’analisi dei documenti forniti è subito apparso chiaro che il nostro cliente aveva eseguito una procedura di estrazione del particolato a caso.

Come è possibile?

Noi esperti di prove di contaminazione, abbiamo visto cose che voi umani…

A parte gli scherzi, c’è molta improvvisazione nel mondo dei test di contaminazione. Questo accade perché sono test relativamente recenti e non c’è ancora una cultura diffusa su come si devono fare e cosa non bisogna assolutamente sottovalutare.

Ti basti pensare che PuliKom ha accreditato le prove di pulizia tecnica secondo ISO 17025, quando in Italia è pieno di soggetti che non hanno nessun riconoscimento e non fanno verificare il proprio modus operandi da nessun ente super partes.

Tornando al cliente dell’altro giorno, si è scoperto che il metodo di estrazione non era stato validato da nessuno, semplicemente si era fatto un copia incolla di un metodo utilizzato per il lavaggio di altri componenti.

Ora, io non credo ti sia difficile immaginare cosa succede se imposti la lavatrice di casa con un programma di lavaggio per bianchi resistenti e ci metti dentro capi colorati in lana.

Tirerai fuori un’accozzaglia di vestitini per la Barbie dai colori più fantasiosi.

Ecco, con il test di contaminazione può accadere la stessa cosa: se sbagli lavaggio, otterrai risultati che non vanno bene.

Il guaio è che quando si parla di pulizia dei componenti industriali, parliamo di risultati espressi in micron e in grammi. E difficilmente a prima vista capirai che sono sbagliati.

Solo un occhio attento, con grande esperienza sui test di contaminazione, potrà accorgersi che qualcosa non va.

Peccato che spesso sarà proprio il tuo cliente a capire che c’è un errore e e tu farai una gran brutta figura.

Tutto questo quando bastava scegliere con attenzione a chi affidare i test di contaminazione, cioè a chi lo fa di mestiere.

Cosa è successo al mio cliente che rischiava di perdere un’importante commessa di fornitura di componentistica automotive?

Non si era preoccupato di validare il metodo di estrazione attraverso la creazione della curva di decadimento che è richiesta dalla norma ISO 16232.

COSA E’ LA CURVA DI DECADIMENTO NEI TEST DI CONTAMINAZIONE

La curva di decadimento (declining o extraction curve) è il risultato della procedura di validazione del metodo di estrazione, prevista dalle norme internazionali ISO 16232 e VDA 19 relative alla prova di pulizia.

La procedura di validazione del metodo prevede che vengano eseguite fino a 6 estrazioni consecutive sullo stesso insieme di campioni. Da ogni singola estrazione si ottiene il peso dei contaminanti e il conteggio delle particelle; si considera generalmente il numero totale di particelle presenti sul filtro, oppure si restringe il conteggio a particolari classi più significative.

La validazione del metodo ha esito positivo quando il risultato della gravimetria o del conteggio delle particelle è inferiore al 10% della somma dei risultati delle precedenti estrazioni sullo stesso insieme di campioni.

Le normative prescrivono che la verifica del 10% venga eseguita a partire dalla terza estrazione. Se il risultato della terza estrazione è inferiore al 10% della sommatoria dei risultati delle precedenti estrazioni, la validazione è positiva ed è possibile procedere con la prova di pulizia vera e propria su campioni nuovi.

La validazione permette di assicurare che i parametri della prova (numero di campioni, pressione di risciacquo, quantità di liquido di estrazione, potenza degli ultrasuoni) siano efficaci nel rimuovere i contaminanti dalla superficie dei campioni sottoposti a prova.

La quantità di liquido oppure il tempo di azione degli ultrasuoni saranno la somma delle quantità o tempi di ogni singola estrazione.

Cosa si fa invece se il valore del 10% viene superato?

Si procede con ulteriori estrazioni, fino a massimo 6.

Se l’esito positivo non viene ottenuto neanche alla sesta estrazione, si ripete il procedimento su un nuovo insieme di campioni cambiando i parametri dell’estrazione (aumento dei tempi di risciacquo, quantità di liquido potenza degli ultrasuoni).

QUANTO COSTA FARE LA CURVA DI DECADIMENTO NEI TEST DI CONTAMINAZIONE?

Una delle ragioni per cui spesso ci si “dimentica” di validare il metodo di estrazione di un test di contaminazione industriale su componenti è il costo che tale procedura comporta.

Come abbiamo visto per validare il metodo occorre ripetere un test di pulizia da un minimo di 3 volte a un massimo di 6. Questo naturalmente comporta un costo aggiuntivo rispetto al test vero e proprio e molti laboratori lo tralasciano proprio per evitare che il cliente rinunci, visti i costi.

Questo è un atteggiamento quanto meno irresponsabile. Per non dire peggio.

E’ un po’ come se un chirurgo prima di operarti non facesse fare le verifiche sul tuo stato di salute dall’anestesista.

Tu ti faresti buttare sotto i ferri senza un controllo preventivo?

Non credo.

E allora perché lasci che i tuoi componenti vengano analizzati a caso, senza una verifica di idoneità del metodo di lavaggio proposto?

Secondo me non ti sei mai preoccupato di richiedere la curva di decadimento semplicemente perché nessuno si era mai preso la briga di spiegarti perché è fondamentale.

Cosa rischi nel fare test di contaminazione senza curva di decadimento:

  1. ottieni risultati sbagliati e non veritieri
  2. devi ripetere i test e butti via tempo e soldi
  3. fai brutta figura col cliente e rischi di perdere la commessa

Ora che sai che ti puoi rivolgere a un centro specializzato nei test di contaminazione industriale, accreditato secondo ISO 16232, che segue le specifiche VDA 19 e tutte le normative di riferimento e ti consegna gli esiti dei test in 24 ore in caso di metodo già validato (48 ore per avere la declining curve), non ti resta che telefonare allo 0119370516 e richiedere il tuo piano prove.

Finalmente potrai smettere di avere l’ansia di fare brutta figura coi clienti importanti per colpa della leggerezza e l’improvvisazione di altri.

Spero di incontrarti presto e di aiutarti a risolvere tutti i tuoi problemi riguardo i test di contaminazione industriale su componenti.

Elisabetta Ruffino

2018-09-27T11:26:01+00:00

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