Il valore del bianco nei test di contaminazione su componenti

Il valore del bianco (blank value) nel test di contaminazione sui componenti rappresenta, per definizione, il livello di contaminazione del sistema di prova.

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Quando parlo di sistema di prova per il cleanliness test, intendo tutte le attrezzature che sono coinvolte nell’estrazione del particolato, nella filtrazione, nell’essiccatura del filtro, nella determinazione gravimetrica, nel conteggio e nella qualificazione dei residui che sono stati estratti dai componenti presi in esame.

Naturalmente in un laboratorio accreditato questi elementi sono sotto lo stretto controllo di tecnici abilitati per l’esecuzione delle prove in conformità alle norme ISO 16232 che sono le norme che specificano le modalità e i criteri con i quali eseguire prove di pulizia (cleanliness test).

Non si può dire la stessa cosa di laboratori che non sono sottoposti a controlli da parte di enti esterni, e tanto meno di laboratori interni aziendali che si cacciano in un sacco di guai, obbligando il proprio personale a improvvisarsi esperto anche di prove di pulizia.

Complici i venditori di attrezzature da laboratorio che, pur di vendere, a volte consigliano attrezzature a dir poco di fortuna: spruzzette e bacinelle che potevano andare bene 20 anni fa, ma che oggi non garantiscono nessun tipo di controllo e di ripetibilità dei test.

Sempre di più oggi i clienti non si accontentano più di prove di pulizia fai da te e se quindi sei finito su questo sito per cercare di scoprire i segreti dell’unico laboratorio italiano specializzato nei test di contaminazione sui componenti, devo toglierti la speranza di arrangiarti internamente.

Cioè puoi farlo, ma devi considerare i costi per:

  • acquistare attrezzatura completa compresi cabinet, microscopio elettronico SEM EDS, microscopio ad assi motorizzati con software di conteggio automatico delle particelle
  • adibire una camera bianca in cui i valori di blank value rimangano accettabili
  • assumere o formare personale specializzato che possa essere sottoposto annualmente a verifica di mantenimento di abilitazione e sia davevro abile nell’eseguire le prove e nell’interpretare i risultati
  • accreditare il laboratorio e le prove di pulizia secondo ISO 17025

Se hai tanti soldi da spendere e tanto tempo a disposizione per arrivare a un sistema per la determinazione del livello di pulizia dei tuoi componenti completo ed efficace, ti sconsiglio vivamente questa strada.

I costi sono davvero esorbitanti, e poi come capita spesso, una volta che hai messo in piedi tutta la struttura, sempre che tu ci riesca, perdi la commessa per la quale avevi pensato di attrezzarti internamente.

Ciò che consiglio io, è di rivolgerti a un laboratorio accreditato per le prove di pulizia e i test di contaminazione che ti faccia avere i risultati delle prove in 24 ore.

Unire cioè la sicurezza di un laboratorio esterno, riconosciuto a livello internazionale, specializzato nel cleanliness test, indipendente e superpartes

con la comodità di un laboratorio che ti consegna i risultati delle analisi sulla tua scrivania in 24 ore, meglio di quanto farebbe un laboratorio interno.

Solo PuliKom ti dà questa doppia garanzia.

Gli altri laboratori continuano a fare un po’ di tutto per tutti e non creano risposte precise per le esigenze di chi deve certificare il grado di pulizia dei propri componenti a clienti importanti come quelli del settore automotive, medicale, dell’elettronica.

Come si fa la valutazione del valore del bianco

In modo pratico, il bianco si valuta eseguendo una prova di pulizia completa, ma senza i campioni, utilizzando tutti i parametri (tempo di lavaggio, portata, quantità di liquido) che sono stati definiti precedentemente, durante la costruzione della curva di decadimento (decay curve).

Determinare il valore del bianco a inizio prova è molto importante, poiché influisce sul risultato della contaminazione del componente in esame.  Le maggiori fonti di contaminazione del bianco sono:

  • ambiente della zona di lavoro;
  • liquido di estrazione;
  • le superfici che vengono a contatto con il liquido di estrazione, come ad esempio le pareti del cabinet e il serbatoio di raccolta del liquido;
  • filtro a membrana e apparecchiature di conteggio ed essicazione;
  • manipolazione durante la preparazione e analisi del liquido di lavaggio.

La verifica dl bianco viene quindi eseguita per verificare che le condizioni operative, la cabina di estrazione e il liquido utilizzato per l’estrazione non contribuiscano in maniera significativa all’aumento della quantità di contaminazione del campione analizzato.

Come si stabilisce se il valore del bianco è accettabile?

La norma ISO 16232 prescrive che sono possibili differenti parametri di valutazione, applicabili contemporaneamente oppure singolarmente, a seconda del requisito imposto dalla norma del componente in analisi.

I criteri di accettabilità sono i seguenti:

  • Criterio basato sull’analisi gravimetrica: il valore gravimetrico ottenuto dal bianco deve essere inferiore al 10% del requisito di contaminazione dichiarata per il componente;
  • Criterio basato sul conteggio delle particelle: il numero di particelle ottenuto dal bianco deve essere inferiore al 10% del requisito di contaminazione per la classe dimensionale considerata. Viene scelta la classe dimensionale più grande accettata per il componente, in modo da permettere un conteggio significativo di particelle.
  • Criterio basato sulla dimensione massima della particella: la particella più grande ottenuta dal bianco deve rientrare al massimo nella classe dimensionale inferiore alla metà della particella più grande richiesta.

Nel caso il livello di pulizia non sia noto, è possibile applicabile una regola generica che impone assenza di particelle più grandi di 50 ml.

Una volta verificato che il livello del bianco sia accettabile, è possibile procedere con il test di contaminazione vero e proprio, con la sicurezza che tutto il sistema di prova non influenza in maniera significativa il valore del contaminante del componente in esame.

Cosa influenza negativamente il valore del bianco

In chimica analitica si definisce il bianco analitico come una miscela che è uguale al campione da analizzare ma è privo del campione da analizzare.

Quindi il bianco viene trattato esattamente come si tratterà il campione da analizzare e lo scopo è quello di verificare quante particelle giungono da fonti esterne.

Questo è fondamentale per definire i limiti di rivelabilità e quanti contaminanti sono presenti in laboratorio sulle attrezzature e inavvertitamente apportati dal tecnico di laboratorio.

Il valore del bianco influisce sulla contaminazione e deriva dalla manipolazione del campione, ad iniziare dal suo disimballaggio e fino alla procedura di analisi.

Le maggiori fonti di contaminazione del bianco sono:

  • ambiente (aria, operatore, zona di lavoro);
  • liquido di estrazione;
  • tutte le superfici che vengono in contatto con il liquido di estrazione, come ad esempio le pareti del cabinet e il serbatoio di raccolta del liquido;
  • filtro a membrana e apparecchiature di conteggio e analisi collegate;
  • manipolazione durante la preparazione e analisi del liquido di lavaggio.

Il valore di bianco risulta dalla combinazione di tutti questi fattori.

Risulta quindi fondamentale  garantire la pulizia del cabinet, cioè della camera di estrazione del particolato.

La pulizia del cabinet deve essere nota e compatibile con la pulizia del componente che deve essere testato. Questo risulta molto difficile da fare e soprattutto privo di sicurezza, se non si esegue il test di contaminazione con attrezzatura professionale.

Le apparecchiature in dotazione presso PuliKom garantiscono la sicurezza della zona di estrazione grazie ad una camera bianca integrata. Aria microfiltrata per l’estrazione, e alloggiamento protetto da contaminazione esterne dei filtri. Pensa che per evitare il rischio di creare sfridi e particelle, questo alloggiamento è studiato in modo tale che l’apertura e la chiusura avvenga senza sfregamenti e sono completamente assenti parti avvitabili.

Parlando di particelle estremamente piccole, anche un sistema di chiusura mediante viti o sfregamento di superfici, potrebbe contaminare i filtri.

Credo tu abbia capito quante variabili devono essere prese in considerazione per garantire che le condizioni operative, il sistema di estrazione e filtraggio, il liquido utilizzato per l’estrazione non contribuiscano in maniera significativa all’aumento della quantità di contaminazione del campione analizzato.

Nell’analisi dei residui da lavaggio sono davvero tante le variabili che possono inficiare il risultato, facendo analizzare lo sporco ambientale invece che lo sporco presente sulla superficie dei tuoi componenti.

Facendoti rischiare brutte figure con i clienti o la perdita di commesse importanti.

Le grandi case automobilistiche, i leader del medicale e dell’elettronica, conoscono molto bene la differenza tra un report che riporta i risultati di analisi fatte presso un laboratorio accreditato e il report di chi si improvvisa esperto di test di contaminazione, ma non ha né le attrezzature, né le professionalità, né i metodi di controllo e verifica della qualità dei risultati di prova imposti dalla ISO 17025, la norma dell’accreditamento.

Scegli tu a chi rivolgerti per i test di contaminazione sui componenti.

PuliKom ti consegna i report sulla tua scrivania in 24 ore.

Basta chiamare lo 0119370516.

Spero di poterti aiutare a fare bella figura coi tuoi clienti. E a battere la concorrenza.

Elisabetta Ruffino

2019-06-20T13:02:57+02:00