La Curva di Decadimento, detta anche Extraction, o Declining Curve, è ciò che permette la validazione preliminare dei parametri di estrazione per il cleanliness test.

Richiesta dai metodi di prova ISO 16232 e VDA 19.1, la Curva di Decadimento si ottiene eseguendo sei estrazioni ripetute sullo stesso campione, utilizzando ad ogni estrazione gli stessi parametri (quantità di liquido, portata, tempo degli ultrasuoni, ecc..).
Alla fine delle sei estrazioni consecutive, si ottengono sei differenti filtri che vengono sottoposti a conteggio delle particelle mediante microscopio ottico.
Ovviamente, ogni filtro, essendo il risultato di lavaggio degli stessi pezzi, avrà meno contaminante del precedente.
A questo punto, occorre verificare il raggiungimento del criterio di decadimento, definito dalle norme ISO e VDA come il punto in cui la quantità di particelle estratte è inferiore al 10% della somma di tutte le particelle estratte nelle precedenti estrazioni, fino ad un massimo di 6 estrazioni totali.

Il criterio di decadimento è definito anche Valore di Bianco, e se sei curioso, puoi leggere qualcosa in più in questo articolo.
Se esponiamo i valori di contaminante riscontrati sui singoli filtri, in un grafico, otterremo una curva.
Da qui, il nome “Curva di Decadimento”.
Per redigere la curva di decadimento, esiste una formula.
A raccontarla sembra molto complicata, ma in realtà è davvero semplice:
il numero di particelle all’ennesima estrazione deve essere minore o uguale al 10% della quantità di particelle totali estratte nelle precedenti n° estrazioni, fino ad un massimo di 6 estrazioni totali.
Solo quando si sarà raggiunto un valore inferiore al 10%, allora, la procedura si potrà considerare validata, ed il Tecnico di Laboratorio potrà procedere con l’esecuzione della prova vera e propria.
“Quindi, i parametri da utilizzare sono quelli dell’estrazione in cui si è raggiunto il valore di contaminante inferiore al 10%.”
In realtà, no.
I parametri corretti, una volta validata la procedura, sono la somma dei parametri utilizzati per ogni estrazione, fino al raggiungimento del criterio del 10%.
Questo, ovviamente, vale solo per quanto riguarda la quantità di liquido da utilizzare (in caso di estrazione per risciacquo) o per il tempo di estrazione (in caso di ultrasuoni).
I parametri di portata, o di pressione del liquido, invece, rimangono costanti.
Come anticipavo prima, il grafico della curva mostra un andamento logaritmico che mostra, appunto, una diminuzione del residuo man mano che ci si avvicina alla sesta estrazione.
Tuttavia, le norme ISO e VDA, in realtà, considerano anche casi differenti:
- Decadimento costante: la situazione ideale dove, come detto in precedenza, il contaminante diminuisce man mano che ci si avvicina alla sesta estrazione.
- Decadimento ritardato: a causa di un distacco ritardato del contaminante, il decadimento non è uniforme. Se, comunque, si soddisfa il criterio del 10% entro la sesta estrazione, la procedura è validata.
- Nessun decadimento: a causa di varie ragioni (estrazione aggressiva, contaminante minimo o magnetismo residuo) l’andamento rimane costante. In caso di particolari con magnetismo residuo, i campioni devono essere smagnetizzati prima dell’inizio della prova.
- Decadimento immediato: tutto il contaminante si distacca al primo lavaggio, ed i successivi presentano dei valori paragonabili al livello del bianco in cui, generalmente, accade a causa di scelta di parametri errati.
- Incremento: l’andamento è opposto rispetto all’ideale e può succedere a causa di un’estrazione così aggressiva, da provocare il distacco anche di particelle che costituiscono il campione.
Per concludere, la Curva di Decadimento permette all’Operatore del Laboratorio Cleanliness Test di validare la procedura di estrazione in maniera accurata, accertandosi così (anche graficamente, e quindi visibile a colpo d’occhio) che durante il processo vero e proprio di analisi, non si verifichino anomalie.
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