Pulizia di componenti motore – Volkswagen VW 01134

Le normative di riferimento per le prove di pulizia tecnica in ambito automotive sono davvero tante.

Ogni casa costruttrice di automobili ne sviluppa di proprie, sebbene tutte facciano riferimento alla ISO 16232 e alla VDA 19, che sono alla base di ogni procedimento per testare la pulizia dei componenti.

Oggi voglio analizzare con te uno standard tedesco col quale ho lavorato poco tempo fa:

PULIZIA DI COMPONENTI MOTORE SECONDO NORMA VOLKSWAGEN VW 01134

Un nostro cliente, leader nella produzione di componenti plastici per il settore automotive, ci ha portato delle guarnizioni in gomma su cui effettuare il test di pulizia e contaminazione secondo la norma Volkswagen VW 01134.

La normativa VW 01134 descrive i requisiti di pulizia per i componenti motore come i grezzi, i singoli componenti, i componenti pronti per l’imballaggio, nonché i bulloni e le parti standard.

Bisogna precisare che negli ultimi 20 anni i requisiti di pulizia, per il comparto automobilistico, sono aumentati considerevolmente a causa dell’utilizzo di nuovi materiali, di nuovi componenti inseriti all’interno del motore, ma soprattutto come conseguenza del grande sviluppo tecnologico che è stato fatto.

Nei motori di 20 anni fa pochissimi componenti erano sottoposti a test di pulizia e contaminazione, lo erano per esempio le parti costituenti i circuiti dell’olio e dell’acqua. Oggi quasi tutte le parti interessate al funzionamento del motore e in generale dell’autovettura devono rispondere a requisiti di pulizia. Anche molte componenti elettriche ed elettroniche sono soggette a test di contaminazione.

Andiamo ad analizzare nello specifico il caso da poco analizzato nel nostro laboratorio prove e partiamo dalla normativa utilizzata.

La prima considerazione da fare è che lo standard Volkswagen VW 01134 descrive solo i requisiti di pulizia per i componenti motore.

Per quanto riguarda i vari metodi per effettuare il test di pulizia e contaminazione rimanda a normative specifiche per il componente da analizzare.

Nel nostro caso specifico rimanda alla norma PV 3347 in cui sono riportate tutte le indicazioni pratiche per eseguire il test di pulizia e contaminazione sui particolari.

La norma VW 01134 distingue in due categorie i requisiti che devono essere soddisfatti:

  • la gravimetria (espressa in milligrammi, che indica il peso del residuo estratto dopo il test di pulizia)
  • la morfologia (espressa in micron, che definisce le dimensioni delle varie particelle osservate, divise per tipologia).

Vengono inoltre definite due tipologie di particelle che possono essere individuate:

  • PARTICELLE DURE (H): con questa terminologia vengono indicate le particelle come sabbia, corindoni, residui abrasivi, silicati, ossidi, minerali e ceramiche, acciai, ferri, materiali di rivestimento duro come rivestimenti antiusura. 
  • TUTTE LE PARTICELLE (A): sono tutte le restanti particelle come ad esempio rivestimenti e residui di vernice, plastica, fibre e particelle organiche.

Per ciò che riguarda le particelle dure di tipo H, questa normativa non richiede di distinguerle tra di loro. Si possono evidenziare molto semplicemente in quanto risultano come particelle metalliche lucenti oppure perché hanno una morfologia cristallina. 

Ci sono casi in cui la norma richiede di distinguere una particella metallica da una di tipo siliconico o corindone. In questi casi è  necessario analizzare il residuo con il microscopio elettronico SEM EDS e non è sufficiente il normale microscopio ottico dotato di software di conteggio automatico delle particelle.

Il microscopio elettronico, grazie alla sonda EDS permette un’analisi chimica delle particelle e quindi di fare una discriminazione puntuale tra le varie particelle dure. Il SEM EDS è uno strumento molto sofisticato che richiede un investimento importante sia per acquistarlo, sia per gestirlo, perché richiede personale altamente qualificato capace di utilizzarlo e di interpretare in maniera corretta ciò che si osserva.

Ma torniamo alla nostra case history. Dopo aver individuato le particelle dure (H) e le altre particelle (A), lo standard riporta delle tabelle in cui sono indicati i vari requisiti per ogni componente del motore che può essere sottoposto al test di pulizia e contaminazione.

Ci sono varie possibilità di requisiti: la gravimetria è l’unico requisito che è sempre presente, mentre la morfologia può essere presente o meno. Inoltre su alcuni componenti viene indicata la dimensione massima delle particelle di una categoria specifica.

Per quanto riguarda le guarnizioni di gomma del nostro cliente i requisiti che devono essere soddisfatti sono:

Gravimetria: 8 mg massimo.

Morfologia: < 1000 µm massimo per le particelle dure (H).

Dopo aver effettuato la parte del lavaggio per l’estrazione delle particelle contaminanti, è stata effettuata la gravimetria del filtro per vedere quanto pesavano le particelle estratte dalle guarnizioni.

In un altro articolo abbiamo già parlato di come si fa la prova di mediante analisi gravimetrica ISO 16232-6.

Successivamente è stata effettuata l’analisi morfologica delle particelle presenti sul filtro di estrazione. Visto che i requisiti erano riferiti esclusivamente alle particelle dure, la nostra attenzione si è rivolta solo alla ricerca di quella tipologia, andando ad individuare la più grande tra queste.

Alla fine dell’analisi si è osservato che le guarnizioni analizzate erano conformi ai requisiti della norma VW 01134, quindi il peso del contaminante non superava gli 8 mg e non erano presenti particelle dure più grandi di 1000 µm

Vuoi capire meglio come si svolge la prova di pulizia?

Guarda il video che ho preparato per te.

Se hai necessità di fare le prove di contaminazione secondo le principali normative automotive come lo standard Volkswagen VW 01134, falle in un laboratorio specializzato nei test di contaminazione, dotato di tutte le attrezzature necessarie per soddisfare tutti i requisiti.

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Spero di conoscerti presto.

 

Luca Manavella

2019-06-20T13:00:43+01:00