Pulizia dei circuiti idraulici: quali sono i test richiesti nell’automotive

Spesso in PuliKom riceviamo richieste di informazioni sulla pulizia dei circuiti idraulici.

In particolare ci viene chiesto quali sono i test di pulizia e contaminazione richiesti in ambito automotive su tubazioni per trasporto fluidi.

In questi primi giorni del nuovo anno l’attività di PuliKom si è concentrata particolarmente su alcuni componenti accomunatati dalla stessa funzione: tubazioni per trasporto fluidi in ambito automotive.

Nel dettaglio, i componenti sui quali valutiamo il livello di contaminazione sono divisi in 2 famiglie:

– tubazioni per il trasporto del gas refrigerante del sistema di condizionamento dell’abitacolo;

– tubazioni per il trasporto dell’olio idraulico del sistema servosterzo.

Queste tubazioni sono caratterizzate da un assemblaggio misto costituito da segmenti di tubazioni in alluminio collegate mediante crimpatura ad altri segmenti consecutivi in materiale polimerico rinforzato, di tipo flessibile.

Qualunque sia la tipologia di fluido che queste tubazioni trasportano, il requisito principale, dopo quello di tenuta idraulica, è la pulizia interna.

Il gas refrigerante dell’impianto di aria condizionata viene infatti pompato da un compressore di tipo rotativo, che effettua la compressione del gas e il suo spostamento continuo tra il radiatore interno all’abitacolo (evaporatore) e il condensatore esterno elettroventilato. Il compressore, essendo un componente meccanico con parti in movimento, richiede l’assenza di residui e particelle che ne provocherebbero l’usura precoce.

Il test di contaminazione serve proprio per verificare quante particelle contaminanti sono presenti all’interno di queste tubazioni.

Lo stesso discorso vale per il circuito idraulico del servosterzo. In questo caso il fluido che permette di alleggerire il movimento dello sterzo è un olio, ma il concetto è simile: pulizia del circuito assolutamente necessaria per garantire il funzionamento sul lungo periodo.

Oltretutto, nel caso di questi particolari sistemi dell’aria condizionata e del servosterzo, si tratta di circuiti per i quali non è normalmente prevista una manutenzione periodica di ricambio del fluido, e quindi una eventuale contaminazione agirebbe in modo continuativo durante tutta la vita operativa, senza essere mai eliminata fino alla onerosa riparazione dovuta ad usura.

Le prove di pulizia sono state eseguite da PuliKom seguendo la norma di un grande costruttore europeo.

La norma applicata per l’analisi di questi componenti è la Renault 31-05-110, che riguarda la pulizia di circuiti idraulici. La norma fornisce delle indicazioni generali riguardo le definizioni, la tracciabilità e la campionatura.

Per quanto riguarda il metodo di prova si deve operare secondo lo standard internazionale ISO 16232 valutando sia il peso dei residui, mediante gravimetria, sia l’analisi dimensionale e il conteggio delle particelle, in modo da poter fornire come risultato il codice CCC (component cleanliness code).

Il metodo di lavaggio non viene specificato, ma lasciato a scelta del laboratorio che deve fornire anche una validazione dell’estrazione.

In che modo?

PuliKom può fornire, per ogni metodo di estrazione eseguito, una curva di decadimento mediante la quale è possibile documentare come diminuisce la quantità di residui estratti in funzione del numero di lavaggi successivi, come definito dalla norma ISO 16232.

Il requisito che rende valida una procedura di estrazione è che il valore totale di particelle ricavate dall’n-sima estrazione sia inferiore al 10% della sommatoria delle particelle estratte nei precedenti n lavaggi.

Il metodo di estrazione scelto è di tipo risciacquo a pressione, che risulta sicuramente il più adatto per componenti tipo tubazioni, simulando le condizioni reali di funzionamento. Il metodo è stato inoltre validato con successo mediante costruzione della curva di decadimento.

Questo assicura che i parametri scelti da PuliKom per eseguire la prova siano adeguati all’estrazione di tutto il particolato.

A volte sento parlare di prove di pulizia improvvisate, cioè eseguite senza aver determinato la curva di decadimento e con metodi fai da te.

Questo è molto rischioso, perché in questo modo non si ha la certezza che il metodo di estrazione scelto sia quello adatto al componente in esame e si rischia di avere dei risultati non ripetibili e non corretti.

Inoltre senza l’uso di un cabinet professionale si rischia di raccogliere residui estranei al campione analizzato, e ti assicuro che sono ancora molti i laboratori che seguono prove di pulizia conto terzi con spruzzette e bacinelle, senza avvisare i clienti dell’incertezza dei metodi adottati.

Il cleanliness test fatto in 24 ore con Garanzia PuliKom si avvale di procedure di prova accreditate ISO 17025 e di strumentazione di ultima generazione che garantisce la qualità dei risultati di prova.

Infine, per quanto riguarda la conformità del risultato, la norma Renault 31-05-110 prescrive una serie di requisiti, ma prevede che possano anche essere fornite delle indicazioni a disegno. Nel caso dei componenti descritti in questo articolo, le prescrizioni sono indicate a disegno e comprendono un codice CCC e un peso massimo dei residui riferito ad una superficie standard di 1000 cm2.

Per avere un’idea delle dimensioni microscopiche del contaminante, le prescrizioni prevedono restrizioni sulla quantità di particelle a partire da 50 µm, e particelle non più grandi di 600 µm.

Ovviamente, è previsto che le particelle più piccole fino ad una certa quantità non provochino danni, mentre le particelle più grandi sono le più dannose e non devono essere presenti.

In questo video Luca ci dà delle indicazioni su come si fa la prova di contaminazione e puoi vedere con i tuoi occhi le attrezzature a norma utilizzate in PuliKom.

PuliKom, Cleanliness Test Express, è il sistema studiato per darti la certezza di avere i risultati delle prove di pulizia e test di contaminazione in 24 ore sulla tua scrivania.

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2018-08-23T11:24:29+00:00

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