Pulizia circuiti olio motore: la normativa Renault 34-07-005

La pulizia circuiti olio motore secondo la Normativa Renault 34-07-005

Negli ultimi anni i requisiti di pulizia nel settore automotive sono incrementati sempre più a causa di componenti migliori, richiesta di maggiori performance e del cambiamento dei materiali utilizzati nella produzione.

In queste pagine analizziamo le principali normative riferite alle prove di pulizia e ai test di contaminazione, con particolare attenzione alle prescrizioni delle case costruttrici di automobili.

Il settore automotive è tradizionalmente uno dei settori industriali maggiormente normato, in cui  ogni componente deve essere testato e garantito.

Oggi il focus è sulla pulizia del circuito olio motore e sui requisiti richiesi dallo standard RENAULT 34-07-005.

La normativa RENAULT 34-07-005 permette di fornire una panoramica di quali sono i componenti del motore soggetti a prova di contaminazione delle particelle.

La suddetta norma ha per oggetto la definizione di pulizia del circuito olio motore, cioè i valori di contaminazione ammissibili per un buon funzionamento del componente.

L’obiettivo della prova di pulizia è raggiungere una qualità del prodotto sostenibile a livello economico ed un grado di contaminazione finale del circuito olio del motore inferiore al codice ISO 16232 CCC = V (B17/C-J14/K00). Ti rimando agli articoli sulla norma ISO 16232 per approfondire cosa significa questo codice e come interpretare i risultati del test di contaminazione.

Come si fa la prova di pulizia secondo la Normativa Renault 34-07-005

La prova di pulizia viene svolta tramite l’utilizzo di un cabinet professionale che permette una pulizia con bagno ultrasonoro o flussaggio. 

Attraverso l’utilizzo del cabinet si crea un’atmosfera in camera bianca controllata per garantire un risultato il più accurato possibile.

La grande problematica riferita ai test di contaminazione e al cleaning è proprio il fatto che, trattandosi di micro particelle, se non si è professionisti di questo tipo di test e non si dispone della corretta attrezzatura, si analizza la contaminazione ambientale e non la contaminazione presente sul campione.

Qui apro una parentesi.

Spesso si rivolgono a noi clienti che hanno avuto una serie di risultati discordanti, proprio perché non disponendo del know how necessario e non essendo un laboratorio accreditato per le prove di pulizia secondo ISO 16232, si trovavano ad analizzare le particelle sbagliate!

Capita molto più spesso di quanto si possa pensare.

Ma torniamo all’oggetto dell’approfondimento di oggi.

Secondo la norma Renault i particolari da analizzare devono essere facilmente lavabili tramite un flusso di lavaggio.

I campioni da analizzare devono essere protetti da eventuali contaminazioni per tutta la durata delle operazioni di stoccaggio, trasporto e movimentazione. La protezione del campione serve a garantire un controllo di pulizia uguale a quello che otterremmo prelevando direttamente il particolare dalla linea di assemblaggio.

Successivo al lavaggio è prevista un’asciugatura della membrana tramite una stufa termostatica a 80°C, seguito poi dall’essicazione in un apposito contenitore in vetro.

Il grado di pulizia viene controllato utilizzando un’appropriata tecnica di estrazione seguita da una misurazione gravimetrica e granulometrica della contaminazione raccolta. Questi valori vengono espressi su una superficie pari a 1000 cm². Per la gravimetria vengono identificate due diverse sensibilità del pezzo (critica e corrente), un requisito minore di 10 mg/1000 cm² per il primo e di 25 mg/1000 cm² per il secondo.

La membrana utilizzata è di tipo DMP 5 µm secondo la specifica Renault, su di essa verrà poi calcolata la massa residua delle particelle e confrontata col peso iniziale della membrana.

Per il calcolo il nostro laboratorio si affida ad una bilancia di precisione tarata regolarmente e sottoposta a verifica all’uso secondo i dettami della norma ISO/IEC 17025.

Tutta la strumentazione di prova rientra nel piano di taratura e verifica all’uso adottato da PuiKom per garantire i più bassi livelli di incertezza, la migliore qualità dei risultati di prova, anche in termini di ripetibilità.

La norma Renault 34-07-005 suggerisce l’utilizzo di un contatore di particelle automatico, il nostro laboratorio si affida ad un microscopio con ingrandimento fino a 20x. A seguito della pulizia la membrana viene posizionata sotto il microscopio che permette una scansione rapida ed automatica discriminando le fibre, le particelle metalliche e non metalliche. Il tutto viene eseguito prestando la massima attenzione nella movimentazione della membrana, evitando così di contaminare la superficie della stessa prima della scansione.

Il rapporto tra le particelle trovate e la superficie di riferimento fornisce un codice CCC come previsto dalla norma ISO 16232-10:2007. Da questo codice vengono classificati in due classi:

  • Sensibilità critica CCC=A (C-F15/G-H7/I-J3/K00)
  • Sensibilità standard CCC = A (C-F18/G-H11/I-J7/K00)

Indicativamente la massima altezza di una particella permessa, secondo la norma RENAULT 34-07-005, non deve eccedere i 1000µm.

Nella norma vengono poi indicati tutti i vari particolari sui quali è consentito procedere con la prova di pulizia, divisi in categorie e con i requisiti di protezione del pezzo dalla contaminazione esterna.

Ad esempio una pompa dell’olio ha bisogno di un adeguato contenitore a differenza di un tappo olio che può essere semplicemente posizionato in una borsa di plastica.

Non sai come imballare i campioni per il test di contaminazione?

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Spero di conoscerti presto.

Luca Manavella

2019-06-20T13:01:22+01:00