Definizione: il livello del bianco rappresenta il volume totale di contaminazione che non ha origine dal campione sottoposto a Cleanliness test.

Posso già immaginare la tua prossima domanda.
“Ma se esiste della contaminazione che non deriva dal mio campione, come faccio a sapere se il test di contaminazione è accurato?”

Andiamo per ordine: oggi, ti spiegherò infatti cos’è il livello del bianco, da cosa deriva e come fare per avere i risultati corretti nella tua Prova di Pulizia tecnica.

 

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Tecnico Esperto che esegue la pulizia del componente.

Cos’è il livello del bianco.
Come dicevamo all’inizio, il livello del bianco è la rappresentazione delle particelle di contaminante che non fanno parte del campione soggetto ad analisi ma che, anzi, derivano dall’ambiente esterno.

Origini del contaminante.
Le origini di questo contaminante, quindi, possono essere ricercate in tutto l’ambiente dedicato alla prova.
Il contaminante esterno, di conseguenza, può derivare da:
– fluido di estrazione;
– sistema di lavaggio (cabinet, vasca, tubazioni, valvole);
– tutti gli oggetti che vengono in contatto con il componente in prova o con il liquido di estrazione;
– manipolazione durante la preparazione, l’estrazione e l’analisi;
– ambiente.

Certo, un livello troppo elevato di particelle estranee può portare a dei risultati errati riguardo al grado di pulizia del campione testato.
Come risolvere il problema?

Ancora una volta, arrivano in nostro soccorso le norme di metodo, in questo caso la UNI EN ISO 16232 e la VDA 19.1.

Entrambe le norme, infatti, specificano che il grado di pulizia dell’ambiente di prova e di tutto il sistema utilizzato per estrazione ed analisi di particelle, risulti adeguato rispetto ai requisiti del componente sottoposto a prova.
Di conseguenza, per rispettare questa clausola, è necessario che il livello del bianco venga determinato e che, quindi, non superi il massimo specificato.

Come si calcola il livello del bianco?
Intanto è essenziale sapere che viene valutato in base al requisito della prova di pulizia tecnica.
Il valore di bianco, quindi, non è fisso e, nello specifico, non deve superare il 10% del requisito del componente in esame.

 

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Analisi delle particelle di contaminante all’interno del filtro attraverso microscopio ottico.

Fatta questa premessa, andiamo a vedere i metodi di valutazione del livello del bianco, che sono essenzialmente quattro:

  1. requisito riferito alla massa del residuo: il requisito di bianco è pari al 10% della massa del residuo richiesto;
  2. requisito riferito alla distribuzione dimensionale delle particelle (codice CCC): il requisito del bianco deve essere inferiore al 10% della quantità massima permessa di particelle in ciascuna classe dimensionale arrotondando all’intero inferiore nel caso di decimali;
  3. requisito riferito alla dimensione massima della particella: il requisito del bianco si calcola dimezzando la dimensione massima della particella, quindi nessuna particella è permessa nella classe dimensionale della particella dimezzata;
  4. assenza requisiti specifici: i metodi di prova ISO e VDA prescrivono che non sono permesse particelle di dimensioni superiori a 50 µm.

Infine, le norme ISO e VDA indicano anche quando deve essere effettuato la valutazione del livello del bianco.
Il livello del bianco deve essere valutato nel momento della preparazione del sistema, con parametri iniziali fissi ed indipendenti dalla procedura di estrazione applicata in modo da avere un livello del bianco provvisorio che indichi lo stato iniziale di riferimento.
In seguito, dopo aver validato la procedura di estrazione, viene misurato il livello di bianco vero e proprio. Il livello di bianco viene misurato eseguendo un’estrazione a vuoto senza i campioni, con gli stessi parametri ottenuti dalla validazione mediante curva di estrazione. Si ottiene quindi un filtro dal quale è possibile misurare, mediante analisi gravimetrica e conteggio delle particelle, il valore del bianco del sistema e dell’ambiente di prova, da verificare in base ai requisiti del campione in prova.
Il livello del bianco soddisfa i requisiti forniti dalle norme, ovviamente, solo se la prova viene eseguita in ambienti incontaminati e mediante l’utilizzo di apparecchiature apposite.


Il soddisfacimento del criterio del 10% garantisce che l’apporto di contaminazione esterno ai campioni in prova sia talmente basso da non alterare i risultati.

Il calcolo del livello del bianco permette al Laboratorio Prove materiali MotivexLab di eseguire Cleanliness Test corretti, il cui risultato finale è esente da contaminazioni esterne che potrebbero rendere i valori errati.

Solo in MotivexLab, Automotive & Aerospace Test Express, ricevi i risultati del Cleanliness test sulla tua scrivania in 24 ore, garantito. 

Se vuoi avere qualche informazione in più sulle Prove di Pulizia Tecnica, ti consiglio una lettura: Prova di Pulizia – Viaggio alla scoperta del Cleanliness Test, scritto da Paolo Pollacino ed Elisabetta Ruffino.

Dott. Filippo Simian

Scrivendo a laboratorio@motivexlab.com, o chiamando lo 011.9370516, potrai richiedere la tua copia e, ovviamente, conoscere il tuo Assistente Tecnico Personale, il tuo punto di riferimento per lo svolgimento delle analisi.

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