Cosa succede quando richiedi un test di contaminazione al laboratorio?

Ti sei mai chiesto cosa succede quando richiedi un test di contaminazione al laboratorio accreditato?

Può capitarti di ricevere una richiesta da parte di un cliente che a disegno ha inserito il livello di pulizia che un componente deve rispettare.

Tu  sei il responsabile qualità e devi cercare un laboratorio che possa fare questi test di contaminazione.

Cerchi su internet chi ti può aiutare e quando l’hai trovato, una delle domande che ti fai è proprio “Cosa succede adesso?”

Intanto complimenti per aver fatto questa ricerca su internet e non esserti fermato sul sito dei laboratori generalisti che fanno un po’ di tutto per tutti, senza avere una reale specializzazione su questo tipo di test.

PuliKom è il laboratorio specializzato in prove di pulizia e contaminazione con la garanzia consegna in 24 ore.

In questo articolo ti spiegherò brevemente cosa succede quando richiedi una prova a PuliKom.

Dopo aver fatto una richiesta a infopulikom.com o allo 0119370516, i nostri specialisti valuteranno insieme a te la tua richiesta.

La prima cosa che viene eseguita è la valutazione della fattibilità della tua richiesta: che sia una prova di pulizia legata a specifiche interne o norme che si rifanno a capitolati internazionali, la prima valutazione riguarda l’applicabilità del metodo richiesto.

Nel caso in cui non avessi i riferimenti normativi, eseguiremo insieme a te una raccolta guidata delle informazioni, al fine di determinare il metodo più appropriato sulla base della forma dei particolari, dello scopo della prova e della nostra esperienza pregressa.

Solitamente prima di procedere con un’offerta richiediamo al cliente oltre al metodo di test alcune informazioni che risultano poi fondamentali per la corretta esecuzione della prova; disegno del componente, superficie bagnata, quantità di campioni da analizzare, requisiti, necessità della validazione del metodo di estrazione.

Una volta ottenute tutto il necessario, verrà redatto il piano prove nel quale saranno riportate tutte le informazioni concordate.

A tuo supporto ti verrà inoltre inviata una scheda di campionamento che ti aiuta a preparare nel modo corretto i campioni da inviare al laboratorio per la prova di pulizia.


COME INVIARE I CAMPIONI PER IL TEST DI CONTAMINAZIONE

In questo video Luca ti dà già qualche anticipazione.

Come hai potuto vedere nel video, i campioni dovranno pervenire al laboratorio in un campione chiuso, perfettamente pulito e sigillato.

Tale contenitore dev’essere di forma appropriata e compatibile con il liquido di estrazione che useremo (si tratta di un solvente organico costituito da idrocarburi, C11-C12, iso alcani).

Non verranno infatti accettati campioni sprovvisti di un adeguato contenitore, poiché lo scopo della prova di pulizia è misurare il livello di contaminazione “a fine processo”, e se ad esempio i campioni vengono inviati nudi in una scatola di cartone è chiaro che il risultato finale verrà compromesso.

E’ bene evitare inoltre che i campioni siano oliati o presentino residui grassi sulla superficie, poiché tali sostanze andranno ad aumentare la gravimetria misurata.

Una volta ricevuti campioni conformi, essi verranno accettati e portati in laboratorio area prove per lo svolgimento del test, svolto da personale formato ed abilitato.

Il test consiste principalmente di tre fasi:
estrazione del particolato,
gravimetria,
analisi dimensionale.

ESTRAZIONE DEL PARTICOLATO NEI TEST DI CONTAMINAZIONE

L’estrazione del particolato può essere eseguita mediante vari metodi differenti:

  • estrazione con risciacquo a pressione,
  • estrazione mediante bagno ad ultrasuoni,
  • estrazione per agitazione.

In questa fase il liquido viene a contatto con la superficie significativa del campione e rimuove le particelle di contaminante presenti. Tale liquido passa poi attraverso un filtro (di solito con trama a 5 µm) nel quale le particelle sono trattenute.


ANALISI GRAVIMETRICA DEL PARTICOLATO NEI TEST DI CONTAMINAZIONE

Il filtro viene poi messo in forno ad asciugare e poi in essiccatore.

Al termine di questa procedura esso viene pesato per ricavare l’informazione gravimetrica delle particelle.


ANALISI DIMENSIONALE DELLE PARTICELLE NEI TEST DI CONTAMINAZIONE

Successivamente lo stesso filtro viene analizzato mediante un microscopio ottico automatico, che permette di misurare e classificare tutte le particelle presenti.

Alcune normative dettagliate richiedono inoltre un’indagine qualitativa successiva, che viene eseguita mediante microscopio elettronico SEM-EDS; questo strumento permette di abbinare una visione microscopica ad un’analisi chimica puntuale che permette quindi di classificare le particelle anche sulla base della loro natura.


EMISSIONE DEL RAPPORTO DI PROVA SECONDO ISO/IEC 17025

Al termine dei test, i risultati riscontrati vengono confrontati con i requisiti forniti e  viene valutata la conformità in funzione dei criteri di accettabilità della prova di pulizia.

Il tutto viene inserito in un rapporto di prova che contiene tutte le informazioni di prova come prescritto dalla norma dell’accreditamento ISO/IEC 17025, ed è strutturato per rendere il più possibile semplice l’interpretazione per te che dovrai usare le informazioni contenute nel report.

Per esempio dovrai decidere se inviare in tranquillità i campioni al tuo cliente o se devi ottimizzare il processo di lavaggio.

Il certificato viene infine inviato alla tua casella email ed entro 24 ore dall’accettazione del campione, avrai i report sulla tua scrivania.

Per avere tutto ciò, prenota le tue prove allo 0119370516 o scrivi a info@pulikom.com


I VANTAGGI PER TE

 

report in 24 ore sulla tua scrivania, o è gratis

 

indicazioni precise su come inviare i campioni

 

aiuto e chiarimenti per interpretare i risultati di prova


Spero di conoscerti presto.

Carlo Chiampo

2019-06-20T13:00:24+02:00