Cos’è la prova di pulizia tecnica -Cleanliness test- o test di contaminazione, come si fa e quando viene richiesta?

La determinazione della pulizia dei componenti, tramite la prova di pulizia tecnica -cleanliness test- o test di contaminazione, realizzata su qualunque materiale, è diventata una prova molto richiesta in svariati settori.

Dall’automotive al medicale, all’elettronica industriale, passando per le macchine agricole e per il movimento terra e l’aereospaziale, questi settori non possono fare a meno di effettuare prove di pulizia tecnica.

E’ possibile ad esempio, che tu sia il responsabile qualità di un’azienda manifatturiera che produce componenti che non possono avere livelli di contaminazione non controllati per l’uso che ne verrà fatto, e devi garantire ai tuoi clienti standard di pulizia elevati.

Anche se di prove di pulizia ne hai sentito parlare poco, in questo sito troverai tutte le risposte su ciò che riguarda i test di contaminazione.

PuliKom è l’unica tecnologia che ti consegna in 24 ore sulla tua scrivania i risultati delle prove di laboratorio, e ti dà tutte le informazioni sul mondo dei test di verifica del grado di pulizia dei componenti.

Il Prima, durante e dopo della prova di pulizia tecnica -Procedura Cleanliness Test-

In particolare PuliKom oltre ad eseguire le prove di pulizia in 24 ore quando il metodo di lavaggio è stato validato, ti dà tutte le risposte di cui hai bisogno sia prima, che durante, che dopo la prova.

Questo significa che potrai chiedere tranquillamente informazioni ai tecnici PuliKom su ciò che devi fare prima della prova, cioè per esempio quanti campioni devi spedire al laboratorio, come li devi imballare, come li devi manipolare per non inficiare i risultati dei test.

Poi potrai toglierti ogni dubbio su cosa sia la prova di pulizia e come viene fatta.

  • Il tipo di lavaggio più adatto per il tuo test di contaminazione

  • La filtrazione

  • L’essiccatura delle membrane

  • Il conteggio e la misurazione delle particelle

  • La determinazione gravimetrica del particolato.

    Se hai sentito parlare di blank value o di declining curve, potrai capire cosa sono e perché sono fondamentali per l’esito dei test sui tuoi campioni.

    Infine, una volta che la tua prova sarà stata fatta, avrai tutte le risposte circa i criteri di accettabilità, l’esito del test e su come interpretare i risultati della prova di pulizia.

    Ma adesso cerchiamo di capire quando sono nate le prove di laboratorio per determinare il livello di pulizia dei componenti.

    Quando è nata la prova di pulizia tecnica (Cleanliness test)

    L’ esigenza di capire, tramite la prova di pulizia, quale sia il grado di contaminazione di un componente è nata in ambito automotive negli anni 90.

    In quegli anni infatti venivano introdotti i primi sistemi di iniezione common rail nei motori diesel.

    Questo tipo di tecnologia, oggi diffusa su qualunque motore a gasolio, richiede la presenza di pompe che lavorano ad altissima pressione, e iniettori capaci di polverizzare il carburante attraverso dei fori di dimensioni dell’ordine del diametro di un capello.

    È comprensibile quindi che in questo tipo di tecnologia l’assenza di residui e contaminazioni sia cruciale per garantire affidabilità e durata nel tempo.

    L’analisi che permette di determinare la quantità e la dimensione delle particelle di contaminante presenti su un componente non è per nulla banale, considerando l’entità microscopica dei residui da raccogliere ed analizzare.

    Il laboratorio MTC srl – MotivexLab ha creato la tecnologia PuliKom, che è applicabile sia alle norme internazionali, come per esempio la ISO 16232, sia alle norme proprietarie dei singoli costruttori o consorzi di costruttori, come la VDA 19.

Come si esegue la prova di pulizia?

In sintesi, il componente di cui deve essere valutato il grado di pulizia, viene risciacquato con un liquido apposito.

Questo liquido rimuove le particelle dalle superfici del componente; successivamente viene filtrato mediante un filtro a membrana con pori molto fini.

Il particolato depositato, dopo un processo di asciugatura, viene essiccato e successivamente filtrato.

Questo metodo fornisce il peso gravimetrico del contaminante. Il particolato viene quindi sottoposto ad un’analisi dimensionale e conteggio, in modo da determinare la distribuzione dimensionale delle particelle.

I punti essenziali della determinazione del grado di contaminazione 

I punti essenziali della determinazione del grado di contaminazione sono dunque due:

  1. estrazione del particolato
  2. analisi mediante gravimetria e conteggio dimensionale.

Pulikom utilizza per l’estrazione del particolato un cabinet di ultima generazione, con sistemi esclusivi brevettati dal costruttore.

Estrazione del particolato e uso del Cabinet

Il cabinet si caratterizza per la presenza di un sistema di purificazione dell’aria per creare un’atmosfera controllata (camera bianca) e un sistema di filtrazione integrato del liquido.

Dispone inoltre di estrazione mediante risciacquo a pressione (pressure rinsing) e mediante ultrasuoni, i cui parametri sono controllati da computer.

Solo la presenza di un cabinet permette estrazioni accurate e ripetibili, perché tutti i parametri tipici (quantità di liquido di estrazione, tempo e portata) vengono programmati mediante il sistema computerizzato, mentre la presenza della camera bianca garantisce assenza di contaminazione ambientale.

Senza l’utilizzo del cabinet, l’estrazione avviene invece con metodi molto rudimentali, ossia una spruzzetta e una bacinella nella quale viene raccolto il liquido, operando ovviamente in un ambiente non controllato che permette qualsiasi tipo di contaminazione.

Il risultato di una prova eseguita in assenza di cabinet non può essere accurata.

Sistema di Analisi dimensionale e conteggio 

Il secondo elemento essenziale per la determinazione della contaminazione è il sistema di analisi dimensionale e conteggio.

PuliKom utilizza un microscopio ottico con tavolino motorizzato, integrato mediante software automatico di analisi dell’immagine.

Solo grazie a questo sistema è possibile ottenere un conteggio accurato delle particelle sulla base della loro dimensione.

Bisogna infatti considerare che su un filtro possono accumularsi anche più di 100 mila particelle, e un conteggio manuale con determinazione della dimensione è impossibile.

Il risultato ottenuto dal conteggio dimensionale viene infine confrontato con i requisiti forniti, dando un giudizio di conformità semplice da leggere e comprensivo di documentazione fotografica delle particelle più grandi.

Se vuoi ricevere il report con i risultati dell’analisi del grado di pulizia dei tuoi componenti in 24 ore sulla tua scrivania, o è gratis, telefona allo 0119370516, oppure compila il modulo dei contatti.

2019-06-20T13:05:05+01:00